Le piante per il cuore. Alterazioni del colesterolo e rimedi naturali

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Il colesterolo è una molecola che appartiene alla famiglia dei lipidi. Entro i limiti, il colesterolo partecipa al buon funzionamento del corpo umano. Risulta un componente fondamentale delle membrane cellulari e partecipa alla biosintesi di testosterone, estradiolo, progesterone, aldosterone e cortisolo, vitamina D e sali biliari. L’alterazione dei suoi valori può indurre stadi pericolosi per la salute.

Livelli di colesterolo

Ipocolesterolemia: diagnosticata a valori di colesterolo totale (CT) < 30 mg/dl, comporta aumento della fluidità e permeabilità delle membrane cellulari con alterazione della loro funzionalità, riduzione della sintesi di ormoni steroidei e di vitamina D e alterazione della mineralizzazione ossea con osteoporosi.

Ipercolesterolemia: si verifica a valori di colesterolo totale (CT) > 200 mg/dl e di colesterolo LDL (LDL-C) o colesterolo cattivo > 130 mg/dl. Ciò determina un aumento della rigidità di membrana, con riduzione dello scambio di informazioni intercellulari e aumento dei rischi aterosclerotici. La placca aterosclerotica, difatti, comporta un graduale restringimento dei vasi sanguigni, compromettendo l’ossigenazione dei tessuti a cui era destinato il sangue in essi contenuto. Se la placca interessa le coronarie, ne risente anche il cuore, con un maggiore rischio di:

  • ostruzione delle arterie (aterosclerosi)
  • infarto cardiaco o ictus
  • attacco ischemico transitorio
  • patologie coronariche.

Nutraceutici per il trattamento dell’ipercolesterolemia

In ambito fitoterapico esistono diversi rimedi che possono contrastare i rischi dell’ipercolesterolemia lavorando su più fronti. Si utilizzano erbe e piante officinali in grado inibire i processi di formazione e deposito delle molecole di grasso e placche aterosclerotiche e agevolare la loro eliminazione attraverso gli organi emuntori: fegato e reni.

Lievito di Riso Rosso

Dalla sua fermentazione si ottiene un estratto secco titolato in monacolina K, la cui struttura ricorda quella della statina naturale lovastatina, con conseguente azione antipercolesterolemica. Al pari, ne conserva gli effetti indesiderati a lungo termine provocati dalla riduzione della biosintesi di Q10, che deve, dunque, essere prontamente reintegrato in una forma e quantità idonei. Generalmente, ai fini terapeutici si necessitano di 10 mg di Monacolina K e un reintegro di almeno 20 mg di Q10. È importante accertarsi dell’assenza di citrinina, tossina prodotta da un parassita del riso rosso, potenzialmente pericolosa per i reni.

Cassia Nomane

La variante nomame della Cassia contiene flavonoidi che inibiscono la lipasi pancreatica evitando la scissione dei trigliceridi, con riduzione della trigliceridemia, e la liberazione di acidi grassi che altrimenti trasformerebbero il colesterolo in una forma più pericolosa.

Barberis Aristata

Titolata in berberina aumenta la normale funzione del fegato per il metabolismo del colesterolo cattivo LDL-C ostacolando la formazione aterosclerotica.

Policosanoli da canna da zucchero

Agiscono geneticamente riducendo la formazione dell’enzima HMG-CoA reduttasi responsabile dell’eccessiva biosintesi di colesterolo in caso di ipercolesterolemia congenita.

Cardo Mariano

A base di silimarina agisce da inibitore dell’ossidazione dei grassi e della formazione di metaboliti tossici responsabili del danno epatico. Protegge dunque il fegato dalle conseguenze dell’ipercolesterolemia.

Idrossitirosolo da Olivo

Svolge un’azione radical scavenger, placando l’azione aggressiva dei ROS e l’ossidazione delle LDL e ostacolando la formazione delle placche aterosclerotiche.

Prodotti consigliati:

Torna su